Vuoi avere il tuo spot qui? Contattaci.

I nostri consigli sul matrimonio.

Archive for luglio, 2017

Most Recent

Noleggiare auto per matrimonio è sempre per noi un invito a nozze perché ci sentiamo partecipi e uniti agli sposi per aiutarli a realizzare alla perfezione il loro giorno più bello. Fin dal primo contatto con i futuri sposi ci mettiamo a disposizione per scegliere l’auto più adatta allo stile e al tema del loro [...]

L’articolo Invito a nozze bacio e brindisi degli sposi sembra essere il primo su Auto Sposi Napoli.

La Rolls Royce Ghost è l’ultimo nuovo arrivo in casa Asn Service Auto Sposi Napoli. Un’auto che va ad aggiungere prestigio alla nostra fornitissima flotta di auto per matrimonio e cerimonia. Nel nostro parco auto si possono trovare berline eleganti come la Maserati Ghibli o la Jaguar XJ, ma anche vetture d’epoca come l’Excalibur o [...]

L’articolo Rolls Royce Ghost nuovo arrivo da Asn Service Auto Sposi Napoli sembra essere il primo su Auto Sposi Napoli.

RUBENS CAPALDO

Parigi, 1908 – Napoli, 1997

A ragione famoso per i suoi nudi, le figure di Capaldo hanno un che di giunonico per l’opulenza delle forme e la sensualità che in esse si accoglie. Donne quasi monumentali, morbide e voluttuose, eppure come avvolte da un velo di particolare pudicizia che conferisce a questi nudi un’ambigua sacralità.

Salvatore Di Bartolomeo: “Rubens Capaldo è tra gli autentici maestri della pittura partenopea. Personale, deciso. Nel pieno della sua maturità Capaldo gravita in un linguaggio pittorico a livello europeo, con tutto il peso della sua struttura grafica, forza interiore e sensibilità coloristica. Solido. Egli costruisce smaterializzando le sue immagini, strette in un rigore euritmico di assoluto valore interpretativo. Scultoreo e solenne nei nudi, come aggressivo e pieno di carica emozionale è nei paesaggi e nelle composizioni”.

 

 

La storia di Rubens Capaldo è complessa e piuttosto drammatica, nel senso interiore di ansie e di macerazioni spirituali, di impulsi e di sensualità, di ribellioni improvvise e di implacabili ragionamenti, urgenti e presenti per un lungo periodo di anni, dal tempo in cui si dedicò alla pittura dopo aver sperimentato, come Renoir, la maiolica e la ceramica. In questi ultimi trenta anni egli si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica, ha partecipato alle più importanti mostre ottenendo successi notevolissimi e, quel che più conta, ha maturato la sua pittura, depurandola da ogni piacevolezza coloristica, realizzandola e rassodandola con la magia della forma e dei volumi (i «valori tattili» di Berenson). C’è in lui, è vero, un continuatore della pittura napoletana più qualificata del Seicento e dell’Ottocento, ma vi è anche, e soprattutto, un innovatore e un ribelle, un autentico rivoluzionario, animato da un fervido spirito di classicità (farò un nome grosso: Masaccio), il quale — particolarmente nei ‘nudi’, in quei suoi nudi poderosi e plastici di una squisita bellezza statuaria —, anche a costo di apparire magro e consunto nella colorazione, si sgancia dalla tradizione napoletana per immettere la sua pittura in un filone ben più nobile e concreto di modernissima classicità. Anche nelle ‘impressioni’ di paesaggio (Napoli, Venezia, Roma) egli tende al blocco unitario, evitando le suggestioni sia del ‘pittoresco’, sia del descrittivo: tende (come desiderava Cezanne) alla solidificazione dell’impressionismo, in un’aura intensamente drammatica. Nessun segno, in lui, di frivolezza. Chi osserva i suoi ‘nudi’ comprende subito il temperamento del pittore, ed anche la sua potenza espressiva, la sua classicità, il suo modo di intendere la modernità, da vero rivoluzionario, che volta sdegnosamente le spalle alle mode e alla accademia delle avanguardie. (P. Girace)

 

 

Rubens Capaldo `alle origini della forma’

 

Osservando il panorama della pittura napoletana della prima metà del Novecento, e più precisamente analizzando l’opera dei pittori come Crisconio, Chiancone, Striccoli, Brancaccio, Casciaro, è evidente, nella formazione di tutti questi autori, la matrice novecentista che, nel periodo in cui hanno operato, accomunava pittori di tutta Europa ed oltre, secondo il rapelle al ordre di Waldemar George e i “Valori plastici” di Mario Broglio.

Ma osservando l’opera di Rubens Capaldo, che appartiene ad una generazione successiva ai pittori sopra citati, Guido Casciaro escluso, notiamo subito, nella prima fase giovanile, un forte debito nei confronti di Crisconio, pittore molto amato da Capaldo. Mentre non rileviamo tracce di “Novecento” nella sua formazione, se non in qualche opera. Ora c’è da domandarsi da dove mai venisse l’amore di Capaldo per quelle forme piene e scultoree, per quella pittura dove la figura umana, il nudo, assumono un ruolo centrale nella sua ricerca, dove un nutrito corpus di disegni rappresenta il cuore della sua poetica, esplicata da un fare monumentale. Leggendo alcuni cenni biografici sulla formazione dell’artista, scopro un elemento che credo determinante per spiegare quel gusto per la forma piena: è il termine “crastularo”, ovvero ceramista.

L’approccio all’arte del giovane Rubens, avviene attraverso l’uso della creta, materia che conosce ben prima del colore. Il lavoro sulla ceramica è principalmente un lavoro sulla forma: il termine “forma bombata”, che suona così scultoreo, è, tutto sommato, legato alla forma dei vasi (a tal proposito si guardino certe sculture di Maillol). È l’amore giovanile dell’artista per la linea curva, per la forma plastica, per l’ellisse, che darà luogo a quel linguaggio personale di Capaldo maturo. Ammirando gli straordinari nudi del maestro, prima di analizzare il linguaggio della pennellata che merita sicuramente uno studio a parte, noto subito qualcosa che ha poco a che fare con la nostra pittura napoletana, cioè quel modo tipico del Manierismo di allungare i corpi e rimpicciolire le teste (proprio di un Pontormo e di un Rosso Fiorentino) come anche la resa di incarnati lividi, molte volte ottenuti con toni freddi di straordinaria raffinatezza.

Potremmo paragonare la ricerca di Capaldo sul Manierismo a quella dello scultore Emilio Greco che in scultura sperimentava in quegli anni tale linguaggio.

Questo avvicinarsi al Manierismo è nato sicuramente da un’esigenza interiore, legata, come dicevo, alla sua formazione di matrice scultorea che consente di focalizzare il proprio lavoro sulla forma, essendo peraltro padrone di molteplici tecniche e profonde conoscenze di mestiere. La pennellata, come dicevamo, ha un forte rapporto con l’opera di Crisconio, il quale riesce a coniugare i toni cupi ereditati dal Seicento e appresi dall’opera del Cammarano, con una visone moderna e costruttiva che passa attraverso l’opera di Cèzanne. Capaldo capisce che la pennellata, il gesto nervoso e costruttivo, sono il compimento della sua ricerca sulla forma pittorica. Pennellata che risente dell’esperienza del ceramista, la materia brillante e luminosa di certe opere mature che fanno pensare alla lucentezza degli smalti tipiche delle maioliche. In questo modo il maestro non si accontenta solo dell’aspetto costruttivo e luminoso (la famosa sintesi cezanniana di forma-colore-luce), ma altri aspetti di natura simbolista e visionaria accompagnano il suo lavoro, dando un’originale impronta alla sua ricerca. In alcuni dipinti il fondo sembra compenetrare con i volumi che compongono la figura, andando a sfaldare i piani, creando un’atmosfera luminosa, suggestiva ed unica. Dunque Capaldo è un artista ricco di suggestioni, con una formazione del tutto originale e con una personalità complessa e raffinata. Grazie a queste caratteristiche, la sua pittura ha sicuramente un respiro europeo, conferma indiscutibile della nostra ricchezza culturale, che tante volte la nostra città purtroppo nasconde sotto l’ombra del provincialismo e dell’ignoranza.

(Paolo La Motta)

 

 

Rubens Capaldo, uno dei pittori napoletani più personali della sua generazione, è di quelli che sono restati fedeli alla loro originaria ispirazione e che, col passare degli anni, vanno sempre meglio affinando e approfondendo senza mai scostarsene con l’intento di seguire altre vie che non siano quelle proprie e individuali.

Egli ha assorbito dalla cultura di oggi soltanto quegli stimoli e quegli apporti più idonei a nutrire la sua stessa ispirazione.

Così che la sua figurazione (da autentico e consistente pittore figurativo) pur essendo quella di sempre presenta un suo spicco più intenso ed intimo. Nelle sue opere alle formulazioni plastiche (dove rivivono le patine dei bronzi ercolanensi, appena variegati dalla salsedine marina) corrisponde un chiaroscuro intriso di colori in un rovello di segni che paiono scavati col bulino.

Capaldo così rileva più da presso l’immagine identificandola con il fondo mediante l’identico trattamento cromatico, dove la luce e i valori atmosferici avviluppano la scena senza il minimo distacco.

Così che è raggiunta, in quel fluido di ruggine dorata, una vibrante unificazione plasmata in una forma fremente di accenti colorati e di elementi chiaroscurali.

Si avverte ancora, in Capaldo l’inseparabile legame con la scuola napoletana (Mancini) a cui si accompagna la presenza della fermentante tavolozza di Luigi Crisconio, con l’esito talvolta di personali innovazioni dovute ad altra temperie emotiva.

Nei paesaggi poi, nelle vedute di contrade marine, nelle nature morte, nei fiori, Capaldo investe il suo innato naturalismo con un velo d’aria e con un arretramento più di tempo che di spazio, conferendo alla natura un magico sentimento nostalgico, in cui l’attuale definizione di luoghi è trasposta in un’età traslata e tanto più amabile di quella attuale.

C’è da attendersi nell’opera e nell’impegno di questo pittore un processo di sublimazione così dei ricordi come delle forme attuali in stretta corrispondenza con il suo temperamento poetico, nella sempre più avvincente intesa tra il mondo della percezione e quello della fantasia.

La sua posizione è forse la più singolare di quelle dell’attuale panorama della pittura napoletana ed è rivolta all’avvenire senza per questo rinnegare le acquisizioni di un recente passato anzi fornendole di un affettuoso consenso nella sua propria testimonianza di consanguineità, di partecipazione, pur essendo egli ben fermo nelle sue spiccate singolarità.

(Carlo BarbieriIl Mattino, 1963)

Ci sono tantissime novità sposi 2018 che Asn Service Auto Sposi Napoli ha in cantiere per esaudire i desideri di una vettura al top per il giorno delle nozze. Una delle novità sposi 2018 è la Nuova Porsche Panamera 2018, una vettura che nasce dopo 6 anni dal lancio dell’attuale modello, per aggiornarsi nel look [...]

L’articolo Novità sposi 2018. Nuova Porsche Panamera 2018 sembra essere il primo su Auto Sposi Napoli.

Si è conclusa domenica 9 luglio alle 18.30 la seconda edizione di Cars and Coffee Lugano. Nonostante il cielo cupo e alcuni scrosci di pioggia, nessuno si è fatto intimidire: migliaia di persone attendevano l’arrivo delle oltre 100 vetture sulla piazza del LAC di Lugano e lungo Riva Vincenzo Vela. Un’accoglienza straordinaria di famiglie e appassionati [...]

L’articolo Cars and Coffee Lugano domenica 9 luglio eventi auto sembra essere il primo su Auto Sposi Napoli.

Per questo matrimonio in campagna che si è celebrato qualche settimana fa, i nostri sposi hanno deciso di noleggiare una Jaguar XJ bianca. Un matrimonio in campagna è molto di tendenza in questo periodo dell’anno, complice la bella stagione, le giornate calde e soleggiate e il desiderio di realizzare un wedding day che sia a [...]

L’articolo Matrimonio in campagna con Jaguar XJ bianca sembra essere il primo su Auto Sposi Napoli.

E’ di qualche settimana fa un matrimonio a Altamura nel quale gli sposi hanno voluto come auto delle nozze una Maserati Ghibli blu noleggiata presso ASN Service Auto Sposi Napoli. Il loro matrimonio a Altamura è stato elegante, bellissimo e romantico con un tocco in più di raffinatezza grazie alla splendida Maserati Ghibli Blu, un’auto [...]

L’articolo Matrimonio a Altamura con Maserati Ghibli blu sembra essere il primo su Auto Sposi Napoli.

ALBERTO CHIANCONE

Porto S. Stefano (GR), 1904 – Napoli, 1988

A poco più di venti anni fu uno degli elementi più giovani e vivaci che nella sede del famoso caffè Tripoli nella Piazza del Plebiscito a Napoli, compirono l’operazione di rottura con la ormai stanca pittura epigonale ottocentesca. Nel 1937 Alberto Chiancone venne alla ribalta nazionale con il conseguimento del Premio di Pittura San Remo. Sue opere figurano nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Museo Civico di Udine, Galleria d’Arte Moderna di Latina, Accademia di Belle Arti di Firenze ed in altre Pinacoteche Pubbliche. Tra i rinnovatori della pittura a Napoli negli anni dell’immediato dopoguerra, Chiancone non ha mai rinunziato alla sua formazione e a quella fedeltà all’immagine che lo aveva distinto fin dalle prime prove. Pittore di grande talento, ha saputo sottrarsi ad ogni facile descrittivismo, anche quando la tematica (Pulcinella) sembrava inevitabilmente pesare con la sua oleografia.

dipinto di chiancone con cornice


 

Chiancone fu, giovanissimo, uno del gruppo degli «Ostinati» che negli anni dal ‘25 al ‘30 si ponevano il programma di rinnovare l’arte napoletana. Seguendo la sorte di quel gruppo, egli aderì al movimento novecentista. Chiancone non si ac­contentava di arrotondare i volumi e di « far monumen­tale», come era di moda in quegli anni, ma mirava a conservare un minimo di calore e a salvare quella vena di intimità coloristica che caratterizzò la sua pittura fin dall’inizio. Di lui ricordiamo un bel quadro esposto nel ‘30, Cocchiere, in cui l’immagine, sebbene mantenuta nell’ambito della stilizzazione convenzionalmente acca­demica, conservava una sua forza intima ed un certo valore come documento di costume. Vanno inohre ricordati alcuni dipinti di nudi esposti qua e là, negli anni successivi alla fatidica data del 1930. Dopo, quando l’artista si liberò con fatica di quel formulano che aveva avvilito tanta pittura nostrana, Chiancone affrontò il vero con disarmante innocenza come chi deve fare tutto da capo. Il sensibilismo a cui l’artista giunge è qualche volta improvvisato. Dopo il 1950 la pittura di Chiancone si inserisce naturalmente tra i «Chiaristi» italiani, con in­fluenze varie che vanno da Tosi a De Pisis, Da Seme­ghini a Bonnard, insomma in un clima di nobiltà figura­tiva che riscatta le iniziali incertezze dell’artista. Nella sua pittura c’è anche un tentativo di realismo magico, sulla scia di cene opere di Virgilio Guidi, come nel di­pinto Funicolare, che rappresenta l’interno del veicolo con un tentativo di analisi psicologica dei vari perso­naggi rappresentati. I motivi della sua ispirazione sono molteplici e vari, e vanno dai paesaggi alle composizioni, ai ritratti, alle scene teatrali, alle nature morte, alle balle­rine danzanti o in posizione di riposo. Il tragitto per­corso da Chiancone è notevole, se si considerano i dipinti realizzati dal 1930, quando i modelli apparivano immo­bili e come raffreddati dal formalismo novecentesco.

(Paolo Ricci, da “Arte e artisti a Napoli”)

 


 

Alberto Chiancone nasce a Porto Santo Stefano il 26 dicembre 1904 da genitori napoletani. Trasferitosi con la famiglia a Napoli, ancora adolescente, compie qui i suoi studi artistici presso il Regio Istituto d’Arte avendo, tra gli altri, come insegnante Lionello Balestrieri. Si diploma nella sezione di Decorazione Pittorica e al corso d’Arti Grafiche nel 1923. Da allievo espone in diverse rassegne d’arte, tra cui alcune edizioni della Mostra Internazionale di Arti Decorative Biennale di Monza, risultando spesso nell’elenco dei premiati della Direzione. In questo medesimo Istituto insegnerà dal 1932, prima come professore incaricato, assistente di decorazione di Pietro Barillà, e, poi, nominato titolare della Cattedra di Decorazione Pittorica per “chiara fama”(1942), fino al 1976.

In quarantatre anni di servizio, alla sua scuola, si formeranno numerosi artisti di generazioni successive tra i quali Guido Tatafiore, Francesco Nazzaro, Albino Ottaiano, Benito Gallo Maresca, Rosario Mazzella, Corrado Morelli, Nicola Marotta, Giuseppe Desiato, Alfonso De Siena….

Nel 1920 espone ad una mostra d’arte giovanile napoletana (con lui è l’amico Giovanni Brancaccio che ha frequentato la stessa classe di Decorazione Pittorica e il corso d’Arti Grafiche del Regio Istituto d’Arte, quest’ultimo diretto da Francesco Galante. A Chiancone e Brancaccio si unirà durante il corso, nel laboratorio di grafica, Roberto Pane). Nel 1927 espone un olio che per la sapiente esecuzione pittorica fa esclamare il futurista Francesco Cangiullo sul giornale Il Mezzogiorno “Quanti anni ha Chiancone? Interno è un promettente inizio”.

Nel 1928 espone nella Bottega di Parisio e Cocchia e si mette in luce con il dipinto Acquaiola in un concorso del Circolo Artistico di Napoli. Nello stesso anno Chiancone fa parte del gruppo degli Ostinati, promosso dal Balestrieri, insieme a Barillà, Brancaccio, Girosi e Viti. Il gruppo si riunisce al Caffè Tripoli, in piazza del

Plebiscito, sito di fronte al più celebre Gambrinus e si fece promotore delle nuove istanze di rinnovamento della pittura italiana legata al motivo del “rappel à l’ordre”. L’azione trainante degli Ostinati fece molto per la trasformazione del mondo culturale ed artistico napoletano fermo ormai al vedutismo e al macchiettismo di maniera. Altri artisti confluirono nel gruppo tra i quali Fabbricatore, Guido Casciaro, Giordano, Bresciani, Striccoli, De Veroli, Tizzano…Il Tripoli fu sede di diverse iniziative, dibattiti e discussioni e fu frequentato anche da artisti d’altra estrazione come i Circumvisionisti, il pittore Joseph Stella (amico di Picasso), Giuseppe Casciaro e da personalità del mondo della cultura come Marinetti, Artieri, Ruggero Orlando, Bovio, Flora, Nazzaro, Di Giacomo, Bontempelli… Nello stesso anno vince il Primo Premio per il cartello di propaganda della Promotrice BB.AA. Salvator Rosa di Napoli.

Nel 1929 Chiancone partecipa alla Prima Mostra Sindacale Fascista della Campania esponendo, la prima versione di una delle opere più originali, dal punto di vista compositivo, del novecento Nella funicolare (1928),olio pubblicato da Ugo Ojetti nella rivista Dedalo da lui diretta (Chiancone sarà presente a tutte le successive edizioni, tranne una perché richiamato alle armi, fino al 1942). E’ inoltre presente, saltuariamente, a Mostre Sindacali di Torino, Firenze, Cagliari, Avellino e Bari. Partecipa alla terza Mostra Marinara a Roma con l’opera Nel porto (Chiancone fu scelto a compiere una crociera all’estero per illustrare con opere di pittura la vita di bordo) e all’Esposizione Internazionale d’Arte di Barcellona con il dipinto Giocatori.

Nel 1930 Chiancone, distintosi tra i più validi artisti d’avanguardia, fu segnalato in un grafico rappresentante l’Italia, sulla rivista milanese l’Arca diretta da Guglielmo Usellini, tra i più significativi della Campania. Nello stesso anno esegue una vetrata, a forma ogivale, nel cui spazio centrale sono raffigurati dei cervi con un paesaggio collinare sullo sfondo, realizzati, per un privato, in un appartamento di via Broggia a Napoli (secondo ultime fonti la vetrata è stata trasferita in una abitazione in via Carlo de Cesare).

Nel 1931 espone alla Prima Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (sarà presente, ininterrottamente, per un totale di otto Quadriennali, sempre con gruppi di opere, fino al 1959). E’ prescelto per la partecipazione alla Mostra d’Arte Italiana all’estero di Birmingham (U.S.A.).

Nel 1933 Chiancone espone a Firenze alla I Mostra Nazionale del Sindacato Belle Arti.

Nel 1934 espone alla XIX Biennale di Venezia, con tre dipinti, ottenendo un grosso successo personale: sono acquistate le opere Edith con fiore e Confidenze, entrambe del ‘34, rispettivamente dal Museo Civico di Udine (oggi Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) e dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Nel medesimo anno è selezionato per la Mostra d’Arte Italiana all’estero di Varsavia. Partecipa al Premio Castellammare vincendo il 2° Premio.

Nel 1935 è presente alle mostre d’Arte Italiana all’Estero di Cracovia, Poznan, Bucarest, Sofia, Budapest. Alla Quadriennale romana è acquistata l’opera Ritratto, 1935, dalla Galleria d’Arte “Mussolini” oggi attuale Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. In questo medesimo anno firma un Manifesto, in cui sono enunciati i principi essenziali dei giovani pittori napoletani d’avanguardia, che prendeva posizione contro “le formule cerebrali e transitorie” riconoscendosi in una coerente linea italiana e napoletana dagli ideali “profondamente realistici, pittura che dalla fantasia e dal sentimento discende nella realtà, tecnica pittorica creata istintivamente…”. Tra i diciotto firmatari, con Chiancone, aderiscono, tra gli altri, Brancaccio, Ciardo, Crisconio, Colucci, Girosi, Giordano, Striccoli.

Nel 1936 è presente alla XX Biennale di Venezia con una parete personale (espone cinque dipinti: Mattino, Nella pineta, Nello studio, Meriggio, Ritratto) nella sala XXIII insieme, tra gli altri, a Ceracchini, Frisia, Mastroianni, Giarrizzo e Saetti. Sarà presente di nuovo a successive edizioni della Biennale di Venezia: nel 1938, partecipa alla mostra dei concorsi a tema su “Ritratti e Paesaggi” con il dipinto Ritratto, del ‘38, oggi in collezione privata napoletana (l’opera sarà selezionata per la Mostra d’Arte Italiana Contemporanea di Berna dello stesso anno), a tale Concorso parteciparono, tra gli altri, con Chiancone, Fioresi, Guzzi, Paulucci, Ferrazzi, Cadorin, Verdecchia, Pizzirani, Vellani Marchi, Bianchi Barriviera, Monti, Caffè, Barillà, Nomellini per la pittura e Minguzzi, De Veroli, Tizzano, Gelli, Carà, Mastroianni, Tallone, Fabbri per la scultura; nel 1940, sarà presente ancora con una parete personale (espone otto dipinti: Le sorelle, Natura morta, Fiori e frutta, Ritratto, Giubbetto rosso, Natura morta, Paesaggio del Vomero, Violinista), nella sala 30 insieme, tra gli altri, a Funi, Salietti, Nomellini e Pirandello; nel 1942, benché invitato, è costretto a rinunciare in quanto richiamato alle armi (è capitano dell’esercito impiegato in zona di guerra nel Gargano); nel 1948 espone per l’ultima volta alla Biennale di Venezia (prima delle epurazioni degli artisti figurativi perpetuate, man mano, nelle successive edizioni), nella sala tredici, con un dipinto, Pettinatrice, insieme, tra gli altri, a Notte, Margotti, Primo Conti, Dani, Sobrero, Monti, Striccoli, Fabbricatore, Novati. Sempre nel 1936 partecipa e vince il Primo Premio al Concorso per il Manifesto delle Celebrazioni della Campania. Una copia del manifesto è collocata nella raccolta Salce presso il Museo Civico “Luigi Bailo” di Treviso. Partecipa anche al Concorso per il manifesto della Biennale di Venezia dello steso anno. Il concorso, ripetuto in una seconda tornata, premia un manifesto di stampo più illustrativo che ricalca l’idea di realizzazione di Chiancone che aveva avuto sin dalla prima partecipazione (i due bozzetti a tempera, in grandezza reale, sono conservati a Napoli, nella collezione Elio Mazzella).

Nel 1937 partecipa all’Esposizione Internazionale di Parigi, dove pochi artisti italiani furono selezionati, con l’opera Nella pineta, 1936. Il dipinto fu prescelto, dalla commissione nominata, dal gruppo d’opere esposte da Chiancone alla biennale veneziana dell’anno precedente. Nello stesso anno partecipa alla II Mostra Nazionale dei Sindacati di Napoli dove riceve il Primo Premio, per la pittura, con l’opera Figure del 1936 (riprodotta sul Bollettino della Biennale di Venezia) conservata nelle collezioni del Banco di Napoli.

Nel 1938 Chiancone vince il primo premio assoluto al Premio Sanremo 1937, per un affresco, in un concorso dove parteciparono 280 concorrenti dei quali furono selezionati sedici (Achilli, Barbisan, Caffaro-Rore, Cadorin, T. Cascella, Chiancone, Chiti, Corsetti, Donghi, Filocamo, Mattioli, Pomi, Corrado ed Eugenio Russo, Toschi, Trovarelli) prima della scelta del vincitore.

Nel 1939-40, essendo riuscito vincitore dei relativi concorsi, esegue due affreschi (più uno nell’immediato dopoguerra) alla Stazione Marittima di Napoli delle dimensioni di m 8,35 x 7,90 raffiguranti i quattro continenti Europa, Africa, America (l’Asia fu eseguita da Pietro Barillà); l’encausto posto sotto il loggiato della facciata del Palazzo dei Congressi, sede del Teatro Mediterraneo, alla Mostra d’Oltremare di Napoli di m 50 x 7 eseguito a “quattro mani” con Barillà sul tema dell’Arte e della Scienza; le vetrate (n° 3 di m 2 x 4) al Palazzo dei Mutilati di Napoli (distrutte da bombardamento durante la seconda guerra mondiale).

Nel 1940 Chiancone è presente al II Premio Bergamo con ben tre opere esposte su una parete accanto a Giorgio De Chirico. La rassegna, definita della “buona pittura” da Giulio Carlo Argan (presente nella giuria,) annoverava, tra gli altri, artisti come Campigli, Carrà, Cavalli, Casorati, Pirandello, Guttuso, Mafai, Sassu… Riceve medaglia d’oro dall’Accademia di Belle Arti di Napoli nell’ambito del Premio Castellammare.

Nel 1941 espone alla “Galleria di Roma”.

Nel 1944 Chiancone espone alla Galleria Forti di Napoli con una personale, insieme a Girosi e Tizzano, presentato in catalogo da Michele Biancale (sue opere sono acquistate da Eduardo De Filippo e dal collezionista Apicella che compra la prima versione della Sartoria 1943/44 poi in collezione Armiero). Alla galleria Forti parteciperà a varie collettive e terrà altre due personali: nel 1946 Chiancone, Giarrizzo e Monteleone e nel 1947 Chiancone e Giuseppe Spirito.

Nel 1946 è presente alla Mostra d’Arte Italiana all’estero di Berna.

Nel 1947 partecipa al Premio Michetti (e sarà presente in successive edizioni) e alla Prima Mostra d’Arte degli Artisti Vomeresi, svoltasi nella sede dl Partito Liberale Italiano, alla cui inaugurazione intervenne Benedetto Croce..

Nel 1949 Chiancone è stato tra i fondatori, con gli altri artisti del “gruppo vomerese” (Guido Casciaro, Girosi, Striccoli, Verdecchia), della rivista Terrazza ove scrissero, tra gli altri, De Chirico, Girace, Compagnone, Prisco, Indrio e Pratolini (quest’ultimo, in quegli anni docente all’Istituto d’Arte di Napoli, strinse amicizia con Chiancone che stimava e ne apprezzò molto gli affreschi alla Stazione Marittima definendoli un significativo documento storico). Nel 1949 è presente alla II mostra Nazionale d’Arte Contemporanea di Milano e alle mostra

itinerante,con tappe in varie città italiane dal’49 al’51, organizzata dalla Galleria Cairola di Milano con artisti quali, oltre Chiancone, Caffè, Cantatore, Cesetti, Conti, Dalla Zorza, Raphael, Mafai, Gentilini, Levi, Migneco, Music, Paulucci, Radice, Saetti, Usellini.

Nel 1950 è presente al Premio Maggio di Bari (e parteciperà a successive edizioni) e alla Mostra d’Arte Sacra di Roma.

Nel 1951 è chiamato alla realizzazione della decorazione del nuovo soffitto del Teatrino di Corte nel Palazzo Reale di Napoli insieme a Galante, Bresciani e Ciardo. Chiancone realizza i paesaggi dei due pannelli circolari.

Nel 1952 Chiancone vince il Primo Premio Michetti, ex-aequo con Pompeo Borra, con l’opera Autoritratto oggi al Museo Civico “Costantino Barbella” di Chieti. Il dipinto fu considerato da Achille Funi il più bel pezzo di pittura della mostra.

Nel 1953 partecipa alla Mostra dell’Arte nella Vita del Mezzogiorno d’Italia, Palazzo delle Esposizioni di Roma, con tre dipinti Ritratto, Ragazza sul prato, Figura all’aperto, nella sala 52 insieme a, tra gli altri, Striccoli, Colucci, Spizzico.

Nel 1954 Chiancone è il primo artista contemporaneo ad esporre, con una personale (presenta un ciclo di opere “chiariste” realizzate tra il 1947 e il 1954), alla Galleria Mediterranea di Napoli. La stessa metterà sotto contratto Chiancone e altri artisti come Striccoli, Notte, Verdecchia…. organizzando negli anni successivi, di ognuno, mostre personali e collettive. Chiancone che espose alla Mediterranea fino agli anni ottanta, realizzò, nel 1953/54, anche il logo della galleria napoletana. Nello stesso anno espone anche alla Galleria San Carlo di Napoli e alla mostra “Tavolozza a Ravello”.

Nel 1955 partecipa alla Mostra Nazionale “Lo struscio artistico” a Napoli e alla Mostra d’Arte Sacra (espone a varie edizioni) con l’opera Crocifissione, oggi in raccolta privata, nella sede del Palazzo Reale di Napoli.

Nel 1956 è presente con le opere Ragazze al balcone e Passaggio a livello, eseguite tra il 1950 e il ‘55, alla Prima rassegna delle Arti Figurative Movimento “Micco Spadaro” alla Mostra d’Oltremare di Napoli (espongono con Chiancone, tra gli altri, Bresciani, Colucci, Cortiello, De Stefano, Girosi, Striccoli, Barisani, Gatto, Gelli, Rega, Venditti).

Nel 1957 Chiancone è presente alla Mostra Nazionale di Pittura di Frattamaggiore (riceve Medaglia d’oro e partecipa a varie edizioni) ed espone alla mostra “Gruppo dei Vomeresi” al Circolo Artistico di Napoli. Partecipa alla Mostra Porto di Napoli (presente a varie edizioni).

Nel 1959 espone al Premio Nazionale Isola d’Ischia (premio acquisto con l’opera Spiaggia ischitana, anni cinquanta, di proprietà del Banco di Napoli). Espone alla rassegna Sette Maestri della pittura napoletana alla Galleria S. Andrea di Milano ed è presente alla mostra “Disegni di 25 artisti italiani” (con Chiancone, tra gli altri, De Chirico, Fazzini, Marino, Saetti, Vagnetti, Villoresi, Striccoli, Monachesi) alla Galleria Minerva di Napoli. Nel 1960 partecipa alla Prima Mostra Internazionale d’Arte “Selezione Capri”, Palazzo Cerio, Capri. Espone alla Mostra di Pittura Napoletana Contemporanea con l’opera Ballerine in riposo, 1958/60, nella sede dell’Olivetti di Pozzuoli con, insieme a Chiancone, Capaldo, Ciardo, Lippi, Montarsolo, Nazzaro, Notte, Ricci, Spinosa, Starnone, Striccoli, Tamburini…

Nel 1961 Chiancone partecipa al Premio Forlì, per il disegno, e la giuria del Premio, composta da Biasion, Borgese, Cairola, Morselli e Seratini, gli assegna la Targa d’oro “Fondazione Garzanti”. Nello stesso anno è presente al Premio Nazionale Posillipo (partecipa a successive edizioni ed è più volte premiato) e al Concorso Premio Ko-I-Noor per il disegno di cui Chiancone vincerà il Primo Premio assoluto con Pulcinella all’osteria, china del 1961. Partecipa anche alla Mostra Nazionale d’Arte Figurativa ispirata al primo centenario dell’Unità d’Italia al Palazzo Reale di Caserta.

Nel 1962 partecipa alla Mostra Nazionale del Paesaggio Calabro; alla Mostra internazionale della tavoletta (Chiancone è insieme, fra gli italiani, tra gli altri, ad Arnoldi, Bernasconi, Biasion, Ciardo, Dalla Zorza, Marussig, Spizzico, Tamburi,Treccani, Veronesi) organizzata dalla Galleria La Cruna di Novara. Tiene una personale alla Galleria La Plaza a Lacco Ameno (Ischia). In collettiva Chiancone espone con Sciltian, Brancaccio e Striccoli, presentati in catalogo da Carlo Barbieri, alla galleria Michelangelo di Napoli.

Nel 1963 Chiancone espone alla Galleria Narciso di Torino, alla Galleria Spinetti di Firenze e alla galleria Marciano di Positano. Partecipa alla “Mostra concorso arti figurative IMPS” a Roma.

Nel 1964 partecipa al Premio Suzzara.

Nel 1965 partecipa alla XVI Mostra Nazionale Premio del Fiorino, tenuta al Palazzo Strozzi di Firenze, con le opere Ballerine e Figura, degli anni sessanta, oggi rispettivamente in collezioni private a Napoli e Battipaglia (Sa). Nello stesso anno Chiancone è presente alla XXIV Biennale Nazionale d’Arte Città di Milano, tenutasi al palazzo della Permanente, con i dipinti Fanciulla napoletana e Ballerine a riposo, degli anni sessanta, anch’esse in raccolte private napoletane. E’ presente alla I Rassegna d’Arte Figurativa del Mezzogiorno d’Italia, nella Cappella S. Barbara, in Castelnuovo a Napoli.

Nel 1966 Chiancone è designato, con Salvatore Quasimodo per la poesia e Alberto Lattuada per il cinema, “Artista del Mese” nelle manifestazioni di cultura promosse dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Amalfi. La rassegna, tenutasi nel mese di febbraio, fu presentata dal critico d’arte Piero Girace. Nello stesso anno è presente nelle Aste Brera, a 500 dipinti di Maestri Contemporanei e alla Galleria Giosi di Roma nella mostra Maestri della Pittura Napoletana Contemporanea.

Nel 1967 partecipa al Concorso di Pittura Palazzo delle Esposizioni Roma: “Come immaginate Voi Maria Luisa?” – Metropolis Film Roma, ispirato al film Destinazione marciapiede con Fernandel. Chiancone vince, ex-aequo con Alberto Sughi, il Primo Premio con l’opera Maria Luisa, 1967, per oltre trent’anni in collezione privata romana. Oggi il dipinto è collocato in importante collezione del novecento napoletano. Espone alla Galleria d’Arte Castellano di Salerno. È presente a Maestri Contemporanei, asta Brera, Galleria d’Arte di Milano.

Nel 1968 espone, alla Galleria Mediterranea di Napoli, il ciclo d’opere su Venezia e il paesaggio lagunare (Murano, Burano..).

Nel 1969 è presente alla mostra Panoramica dei Maestri della Pittura Napoletana

Contemporanea presso la Galleria “La vela” di Salerno e alla rassegna Aspetti della pittura napoletana, presentata da Arcangelo Izzo, presso il Centro d’Arte Moderna “L’Approdo” di Barra (Napoli).

Nel 1970 è presente al I Premio Nazionale di Pittura “Posillipo – Mauro Leone” con l’opera Ragazza con cappello rosso, 1969, con Chiancone, tra gli altri, espongono Alfano, Barisani, Berti, Bueno,Ciardo, Conti, De Stefano, Di Ruggiero, Enotrio, Ferroni, Girosi, Lezoche, Lippi, Montarsolo, Nazzaro, Notte, Pignatelli, Pisani, Plattner, Possenti, Ricci, Ruotolo, Spinosa, Waschimps. La rassegna si tenne nel Palazzo Reale di Napoli.

Nel 1971 Chiancone espone alla Galleria Diarcon di Milano (con, tra gli altri, Brancaccio, Notte, Striccoli, Vittorio, Verdecchia); è presente, al Centro d’Arte Mediterranea di Torre del Greco in Rassegna di Pittori Napoletani Contemporanei, con, tra gli altri, Crisconio,Viti, Capaldo, Ciardo, Cortiello. Partecipa nello stesso anno alla collettiva Brancaccio, Bresciani, Chiancone, Nazzaro, Notte, Striccoli presso il centro d’arte “L’Isolotto” di Napoli.

Nel 1973 partecipa alla Mostra di Pittori Contemporanei all’Accademia Pontano di Napoli.

Nel 1975 Chiancone espone, con successo, alla Galleria Diarcon di Milano con una personale presentata in catalogo da Carlo Munari. Tra i vari acquirenti, di sue opere, vi è il giornalista sportivo Gino Palumbo direttore della Gazzetta dello Sport. All’artista è consegnata una Targa d’argento dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano.

Nel 1979, alla presenza del sovrintendente Raffaello Causa, organizzata dalla Promotrice “Salvator Rosa”, viene presentata da Raffaele Mormone e Max Vajro la prima monografia su Alberto Chiancone (con testo di Carlo Munari) nei locali del Circolo della Stampa di Napoli.

Nel 1980 Chiancone è presente alla rassegna Napoli “Arte 80” alla Casina dei Fiori in Villa Comunale con l’opera Acquaiola, oggi in collezione privata napoletana con, tra gli alti, Valenzi, Spinosa, Lippi, Waschimps, Di Ruggiero, Starita, Mazzella, Panaro, Pirozzi, Perez, Ruotolo, De Siena. Nello stesso anno è presente alla collettiva inaugurale della nuova sede del Centro d’Arte Serio di Napoli che presentò nell’occasione, al Circolo Artistico, il volume sulla Linea Figurativa Napoletana (con la galleria Serio sarà presente, sin dai primi anni settanta, in diverse rassegne collettive tra cui la bella mostra Chiancone – Notte nel ‘79).

Nel 1982 è presente alla mostra Linea Figurativa Napoletana presso la Galleria Il Leone di Roma.

Nel 1983 espone alla Galleria Mediterranea di Napoli il ciclo Alberto Chiancone opere 1979/83, presentato, in catalogo, dalla moglie Adele Cilibrizzi. Tiene una personale anche alla galleria Old Art di Frattamaggiore.

Nel 1984 partecipa alla Mostra Mercato d’Arte Contemporanea al Maschio Angioino a Napoli.

Nel 1985 Chiancone è presente alla Expo Arte di Bari con una personale (esporrà anche nelle successive edizioni, fino al 1988, con personali o gruppi di opere). Espone, in collettiva, alla Galleria Nuova Vernice di Bari (con Brindisi, Bibbò, Gallo Maresca, Guerricchio e altri) dove, sin dagli anni sessanta, era presente nelle rassegne, del piccolo formato, curate dall’allora denominata galleria “La Vernice” di Bari. Nello stesso anno, in occasione dell’8° Concorso Nazionale “premio Città di S.Maria a Vico”, viene dedicato un “omaggio ad Alberto Chiancone” con un’antologia di opere dal 1967 al 1984 ed espone nel Chiostro della Basilica di Santa Chiara a Napoli (“Omaggio a Bruno Lucrezi”).

Nel 1986 espone nella mostra Chiancone Girosi Spinosa presso “Arte Contemporanea Studio” di Napoli (sarà presente a varie rassegne della galleria). E’ presente con il disegno Nel porto, 1958, alla Mostra Collettiva di Grafica Contemporanea (con opere, tra gli altri, di Capaldo, Gallo-Maresca, Girosi, Guttuso, Laurelli, Migneco, Notte, Verio) allo Studio d’Arte 43 di Napoli (Chiancone sarà presente in varie collettive organizzate dalla galleria).

Nel 1987 Chiancone espone alla Galleria Lauro di Napoli (già presente in precedenti mostre collettive) con Bresciani, Crisconio, De Stefano e Villani. Nello stesso anno è invitato a partecipare al X Premio del piccolo formato “G. De Nittis”, Barletta, dove vince il primo premio. Espone alla Galleria Serio con la mostra, a carattere antologico, Alberto Chiancone opere anni trenta anni ottanta presentato in catalogo da Giovanni Artieri.

Nel 1988 gli è attribuito il Premio “Megaris”(assegnato a personalità del mondo artistico e alla loro attività) in una manifestazione tenutasi al Teatro Bracco di Napoli. Partecipa alla mostra “Solidarietà ‘88” R.A.H.M.I. C. con il dipinto Fanciulla con cappellino bianco, degli anni ottanta, nella sede della Promotrice BB.AA. Salvator Rosa di Napoli. L’undici dicembre, dello stesso anno, Chiancone muore a Napoli dopo essere stato colto, improvvisamente, da un male incurabile alcuni mesi prima. L’artista che continuò a lavorare, quasi fino agli ultimi suoi giorni di vita, ci lascia, in oltre sessanta anni d’attività, un patrimonio di opere il cui linguaggio pittorico, dall’inconfondibile carattere e acuta modernità, riflette l’umanità e la signorilità che lo avevano contraddistinto anche nella sua figura di uomo.

fonte: www.albertochiancone.com

ALBERTO CHIANCONE

Porto S. Stefano (GR), 1904 – Napoli, 1988

A poco più di venti anni fu uno degli elementi più giovani e vivaci che nella sede del famoso caffè Tripoli nella Piazza del Plebiscito a Napoli, compirono l’operazione di rottura con la ormai stanca pittura epigonale ottocentesca. Nel 1937 Alberto Chiancone venne alla ribalta nazionale con il conseguimento del Premio di Pittura San Remo. Sue opere figurano nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Museo Civico di Udine, Galleria d’Arte Moderna di Latina, Accademia di Belle Arti di Firenze ed in altre Pinacoteche Pubbliche. Tra i rinnovatori della pittura a Napoli negli anni dell’immediato dopoguerra, Chiancone non ha mai rinunziato alla sua formazione e a quella fedeltà all’immagine che lo aveva distinto fin dalle prime prove. Pittore di grande talento, ha saputo sottrarsi ad ogni facile descrittivismo, anche quando la tematica (Pulcinella) sembrava inevitabilmente pesare con la sua oleografia.

 


 

Chiancone fu, giovanissimo, uno del gruppo degli «Ostinati» che negli anni dal ‘25 al ‘30 si ponevano il programma di rinnovare l’arte napoletana. Seguendo la sorte di quel gruppo, egli aderì al movimento novecentista. Chiancone non si ac­contentava di arrotondare i volumi e di « far monumen­tale», come era di moda in quegli anni, ma mirava a conservare un minimo di calore e a salvare quella vena di intimità coloristica che caratterizzò la sua pittura fin dall’inizio. Di lui ricordiamo un bel quadro esposto nel ‘30, Cocchiere, in cui l’immagine, sebbene mantenuta nell’ambito della stilizzazione convenzionalmente acca­demica, conservava una sua forza intima ed un certo valore come documento di costume. Vanno inohre ricordati alcuni dipinti di nudi esposti qua e là, negli anni successivi alla fatidica data del 1930. Dopo, quando l’artista si liberò con fatica di quel formulano che aveva avvilito tanta pittura nostrana, Chiancone affrontò il vero con disarmante innocenza come chi deve fare tutto da capo. Il sensibilismo a cui l’artista giunge è qualche volta improvvisato. Dopo il 1950 la pittura di Chiancone si inserisce naturalmente tra i «Chiaristi» italiani, con in­fluenze varie che vanno da Tosi a De Pisis, Da Seme­ghini a Bonnard, insomma in un clima di nobiltà figura­tiva che riscatta le iniziali incertezze dell’artista. Nella sua pittura c’è anche un tentativo di realismo magico, sulla scia di cene opere di Virgilio Guidi, come nel di­pinto Funicolare, che rappresenta l’interno del veicolo con un tentativo di analisi psicologica dei vari perso­naggi rappresentati. I motivi della sua ispirazione sono molteplici e vari, e vanno dai paesaggi alle composizioni, ai ritratti, alle scene teatrali, alle nature morte, alle balle­rine danzanti o in posizione di riposo. Il tragitto per­corso da Chiancone è notevole, se si considerano i dipinti realizzati dal 1930, quando i modelli apparivano immo­bili e come raffreddati dal formalismo novecentesco.

(Paolo Ricci, da “Arte e artisti a Napoli”)

 


 

Alberto Chiancone nasce a Porto Santo Stefano il 26 dicembre 1904 da genitori napoletani. Trasferitosi con la famiglia a Napoli, ancora adolescente, compie qui i suoi studi artistici presso il Regio Istituto d’Arte avendo, tra gli altri, come insegnante Lionello Balestrieri. Si diploma nella sezione di Decorazione Pittorica e al corso d’Arti Grafiche nel 1923. Da allievo espone in diverse rassegne d’arte, tra cui alcune edizioni della Mostra Internazionale di Arti Decorative Biennale di Monza, risultando spesso nell’elenco dei premiati della Direzione. In questo medesimo Istituto insegnerà dal 1932, prima come professore incaricato, assistente di decorazione di Pietro Barillà, e, poi, nominato titolare della Cattedra di Decorazione Pittorica per “chiara fama”(1942), fino al 1976.

In quarantatre anni di servizio, alla sua scuola, si formeranno numerosi artisti di generazioni successive tra i quali Guido Tatafiore, Francesco Nazzaro, Albino Ottaiano, Benito Gallo Maresca, Rosario Mazzella, Corrado Morelli, Nicola Marotta, Giuseppe Desiato, Alfonso De Siena….

Nel 1920 espone ad una mostra d’arte giovanile napoletana (con lui è l’amico Giovanni Brancaccio che ha frequentato la stessa classe di Decorazione Pittorica e il corso d’Arti Grafiche del Regio Istituto d’Arte, quest’ultimo diretto da Francesco Galante. A Chiancone e Brancaccio si unirà durante il corso, nel laboratorio di grafica, Roberto Pane). Nel 1927 espone un olio che per la sapiente esecuzione pittorica fa esclamare il futurista Francesco Cangiullo sul giornale Il Mezzogiorno “Quanti anni ha Chiancone? Interno è un promettente inizio”.

Nel 1928 espone nella Bottega di Parisio e Cocchia e si mette in luce con il dipinto Acquaiola in un concorso del Circolo Artistico di Napoli. Nello stesso anno Chiancone fa parte del gruppo degli Ostinati, promosso dal Balestrieri, insieme a Barillà, Brancaccio, Girosi e Viti. Il gruppo si riunisce al Caffè Tripoli, in piazza del

Plebiscito, sito di fronte al più celebre Gambrinus e si fece promotore delle nuove istanze di rinnovamento della pittura italiana legata al motivo del “rappel à l’ordre”. L’azione trainante degli Ostinati fece molto per la trasformazione del mondo culturale ed artistico napoletano fermo ormai al vedutismo e al macchiettismo di maniera. Altri artisti confluirono nel gruppo tra i quali Fabbricatore, Guido Casciaro, Giordano, Bresciani, Striccoli, De Veroli, Tizzano…Il Tripoli fu sede di diverse iniziative, dibattiti e discussioni e fu frequentato anche da artisti d’altra estrazione come i Circumvisionisti, il pittore Joseph Stella (amico di Picasso), Giuseppe Casciaro e da personalità del mondo della cultura come Marinetti, Artieri, Ruggero Orlando, Bovio, Flora, Nazzaro, Di Giacomo, Bontempelli… Nello stesso anno vince il Primo Premio per il cartello di propaganda della Promotrice BB.AA. Salvator Rosa di Napoli.

Nel 1929 Chiancone partecipa alla Prima Mostra Sindacale Fascista della Campania esponendo, la prima versione di una delle opere più originali, dal punto di vista compositivo, del novecento Nella funicolare (1928),olio pubblicato da Ugo Ojetti nella rivista Dedalo da lui diretta (Chiancone sarà presente a tutte le successive edizioni, tranne una perché richiamato alle armi, fino al 1942). E’ inoltre presente, saltuariamente, a Mostre Sindacali di Torino, Firenze, Cagliari, Avellino e Bari. Partecipa alla terza Mostra Marinara a Roma con l’opera Nel porto (Chiancone fu scelto a compiere una crociera all’estero per illustrare con opere di pittura la vita di bordo) e all’Esposizione Internazionale d’Arte di Barcellona con il dipinto Giocatori.

Nel 1930 Chiancone, distintosi tra i più validi artisti d’avanguardia, fu segnalato in un grafico rappresentante l’Italia, sulla rivista milanese l’Arca diretta da Guglielmo Usellini, tra i più significativi della Campania. Nello stesso anno esegue una vetrata, a forma ogivale, nel cui spazio centrale sono raffigurati dei cervi con un paesaggio collinare sullo sfondo, realizzati, per un privato, in un appartamento di via Broggia a Napoli (secondo ultime fonti la vetrata è stata trasferita in una abitazione in via Carlo de Cesare).

Nel 1931 espone alla Prima Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (sarà presente, ininterrottamente, per un totale di otto Quadriennali, sempre con gruppi di opere, fino al 1959). E’ prescelto per la partecipazione alla Mostra d’Arte Italiana all’estero di Birmingham (U.S.A.).

Nel 1933 Chiancone espone a Firenze alla I Mostra Nazionale del Sindacato Belle Arti.

Nel 1934 espone alla XIX Biennale di Venezia, con tre dipinti, ottenendo un grosso successo personale: sono acquistate le opere Edith con fiore e Confidenze, entrambe del ‘34, rispettivamente dal Museo Civico di Udine (oggi Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) e dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Nel medesimo anno è selezionato per la Mostra d’Arte Italiana all’estero di Varsavia. Partecipa al Premio Castellammare vincendo il 2° Premio.

Nel 1935 è presente alle mostre d’Arte Italiana all’Estero di Cracovia, Poznan, Bucarest, Sofia, Budapest. Alla Quadriennale romana è acquistata l’opera Ritratto, 1935, dalla Galleria d’Arte “Mussolini” oggi attuale Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. In questo medesimo anno firma un Manifesto, in cui sono enunciati i principi essenziali dei giovani pittori napoletani d’avanguardia, che prendeva posizione contro “le formule cerebrali e transitorie” riconoscendosi in una coerente linea italiana e napoletana dagli ideali “profondamente realistici, pittura che dalla fantasia e dal sentimento discende nella realtà, tecnica pittorica creata istintivamente…”. Tra i diciotto firmatari, con Chiancone, aderiscono, tra gli altri, Brancaccio, Ciardo, Crisconio, Colucci, Girosi, Giordano, Striccoli.

Nel 1936 è presente alla XX Biennale di Venezia con una parete personale (espone cinque dipinti: Mattino, Nella pineta, Nello studio, Meriggio, Ritratto) nella sala XXIII insieme, tra gli altri, a Ceracchini, Frisia, Mastroianni, Giarrizzo e Saetti. Sarà presente di nuovo a successive edizioni della Biennale di Venezia: nel 1938, partecipa alla mostra dei concorsi a tema su “Ritratti e Paesaggi” con il dipinto Ritratto, del ‘38, oggi in collezione privata napoletana (l’opera sarà selezionata per la Mostra d’Arte Italiana Contemporanea di Berna dello stesso anno), a tale Concorso parteciparono, tra gli altri, con Chiancone, Fioresi, Guzzi, Paulucci, Ferrazzi, Cadorin, Verdecchia, Pizzirani, Vellani Marchi, Bianchi Barriviera, Monti, Caffè, Barillà, Nomellini per la pittura e Minguzzi, De Veroli, Tizzano, Gelli, Carà, Mastroianni, Tallone, Fabbri per la scultura; nel 1940, sarà presente ancora con una parete personale (espone otto dipinti: Le sorelle, Natura morta, Fiori e frutta, Ritratto, Giubbetto rosso, Natura morta, Paesaggio del Vomero, Violinista), nella sala 30 insieme, tra gli altri, a Funi, Salietti, Nomellini e Pirandello; nel 1942, benché invitato, è costretto a rinunciare in quanto richiamato alle armi (è capitano dell’esercito impiegato in zona di guerra nel Gargano); nel 1948 espone per l’ultima volta alla Biennale di Venezia (prima delle epurazioni degli artisti figurativi perpetuate, man mano, nelle successive edizioni), nella sala tredici, con un dipinto, Pettinatrice, insieme, tra gli altri, a Notte, Margotti, Primo Conti, Dani, Sobrero, Monti, Striccoli, Fabbricatore, Novati. Sempre nel 1936 partecipa e vince il Primo Premio al Concorso per il Manifesto delle Celebrazioni della Campania. Una copia del manifesto è collocata nella raccolta Salce presso il Museo Civico “Luigi Bailo” di Treviso. Partecipa anche al Concorso per il manifesto della Biennale di Venezia dello steso anno. Il concorso, ripetuto in una seconda tornata, premia un manifesto di stampo più illustrativo che ricalca l’idea di realizzazione di Chiancone che aveva avuto sin dalla prima partecipazione (i due bozzetti a tempera, in grandezza reale, sono conservati a Napoli, nella collezione Elio Mazzella).

Nel 1937 partecipa all’Esposizione Internazionale di Parigi, dove pochi artisti italiani furono selezionati, con l’opera Nella pineta, 1936. Il dipinto fu prescelto, dalla commissione nominata, dal gruppo d’opere esposte da Chiancone alla biennale veneziana dell’anno precedente. Nello stesso anno partecipa alla II Mostra Nazionale dei Sindacati di Napoli dove riceve il Primo Premio, per la pittura, con l’opera Figure del 1936 (riprodotta sul Bollettino della Biennale di Venezia) conservata nelle collezioni del Banco di Napoli.

Nel 1938 Chiancone vince il primo premio assoluto al Premio Sanremo 1937, per un affresco, in un concorso dove parteciparono 280 concorrenti dei quali furono selezionati sedici (Achilli, Barbisan, Caffaro-Rore, Cadorin, T. Cascella, Chiancone, Chiti, Corsetti, Donghi, Filocamo, Mattioli, Pomi, Corrado ed Eugenio Russo, Toschi, Trovarelli) prima della scelta del vincitore.

Nel 1939-40, essendo riuscito vincitore dei relativi concorsi, esegue due affreschi (più uno nell’immediato dopoguerra) alla Stazione Marittima di Napoli delle dimensioni di m 8,35 x 7,90 raffiguranti i quattro continenti Europa, Africa, America (l’Asia fu eseguita da Pietro Barillà); l’encausto posto sotto il loggiato della facciata del Palazzo dei Congressi, sede del Teatro Mediterraneo, alla Mostra d’Oltremare di Napoli di m 50 x 7 eseguito a “quattro mani” con Barillà sul tema dell’Arte e della Scienza; le vetrate (n° 3 di m 2 x 4) al Palazzo dei Mutilati di Napoli (distrutte da bombardamento durante la seconda guerra mondiale).

Nel 1940 Chiancone è presente al II Premio Bergamo con ben tre opere esposte su una parete accanto a Giorgio De Chirico. La rassegna, definita della “buona pittura” da Giulio Carlo Argan (presente nella giuria,) annoverava, tra gli altri, artisti come Campigli, Carrà, Cavalli, Casorati, Pirandello, Guttuso, Mafai, Sassu… Riceve medaglia d’oro dall’Accademia di Belle Arti di Napoli nell’ambito del Premio Castellammare.

Nel 1941 espone alla “Galleria di Roma”.

Nel 1944 Chiancone espone alla Galleria Forti di Napoli con una personale, insieme a Girosi e Tizzano, presentato in catalogo da Michele Biancale (sue opere sono acquistate da Eduardo De Filippo e dal collezionista Apicella che compra la prima versione della Sartoria 1943/44 poi in collezione Armiero). Alla galleria Forti parteciperà a varie collettive e terrà altre due personali: nel 1946 Chiancone, Giarrizzo e Monteleone e nel 1947 Chiancone e Giuseppe Spirito.

Nel 1946 è presente alla Mostra d’Arte Italiana all’estero di Berna.

Nel 1947 partecipa al Premio Michetti (e sarà presente in successive edizioni) e alla Prima Mostra d’Arte degli Artisti Vomeresi, svoltasi nella sede dl Partito Liberale Italiano, alla cui inaugurazione intervenne Benedetto Croce..

Nel 1949 Chiancone è stato tra i fondatori, con gli altri artisti del “gruppo vomerese” (Guido Casciaro, Girosi, Striccoli, Verdecchia), della rivista Terrazza ove scrissero, tra gli altri, De Chirico, Girace, Compagnone, Prisco, Indrio e Pratolini (quest’ultimo, in quegli anni docente all’Istituto d’Arte di Napoli, strinse amicizia con Chiancone che stimava e ne apprezzò molto gli affreschi alla Stazione Marittima definendoli un significativo documento storico). Nel 1949 è presente alla II mostra Nazionale d’Arte Contemporanea di Milano e alle mostra

itinerante,con tappe in varie città italiane dal’49 al’51, organizzata dalla Galleria Cairola di Milano con artisti quali, oltre Chiancone, Caffè, Cantatore, Cesetti, Conti, Dalla Zorza, Raphael, Mafai, Gentilini, Levi, Migneco, Music, Paulucci, Radice, Saetti, Usellini.

Nel 1950 è presente al Premio Maggio di Bari (e parteciperà a successive edizioni) e alla Mostra d’Arte Sacra di Roma.

Nel 1951 è chiamato alla realizzazione della decorazione del nuovo soffitto del Teatrino di Corte nel Palazzo Reale di Napoli insieme a Galante, Bresciani e Ciardo. Chiancone realizza i paesaggi dei due pannelli circolari.

Nel 1952 Chiancone vince il Primo Premio Michetti, ex-aequo con Pompeo Borra, con l’opera Autoritratto oggi al Museo Civico “Costantino Barbella” di Chieti. Il dipinto fu considerato da Achille Funi il più bel pezzo di pittura della mostra.

Nel 1953 partecipa alla Mostra dell’Arte nella Vita del Mezzogiorno d’Italia, Palazzo delle Esposizioni di Roma, con tre dipinti Ritratto, Ragazza sul prato, Figura all’aperto, nella sala 52 insieme a, tra gli altri, Striccoli, Colucci, Spizzico.

Nel 1954 Chiancone è il primo artista contemporaneo ad esporre, con una personale (presenta un ciclo di opere “chiariste” realizzate tra il 1947 e il 1954), alla Galleria Mediterranea di Napoli. La stessa metterà sotto contratto Chiancone e altri artisti come Striccoli, Notte, Verdecchia…. organizzando negli anni successivi, di ognuno, mostre personali e collettive. Chiancone che espose alla Mediterranea fino agli anni ottanta, realizzò, nel 1953/54, anche il logo della galleria napoletana. Nello stesso anno espone anche alla Galleria San Carlo di Napoli e alla mostra “Tavolozza a Ravello”.

Nel 1955 partecipa alla Mostra Nazionale “Lo struscio artistico” a Napoli e alla Mostra d’Arte Sacra (espone a varie edizioni) con l’opera Crocifissione, oggi in raccolta privata, nella sede del Palazzo Reale di Napoli.

Nel 1956 è presente con le opere Ragazze al balcone e Passaggio a livello, eseguite tra il 1950 e il ‘55, alla Prima rassegna delle Arti Figurative Movimento “Micco Spadaro” alla Mostra d’Oltremare di Napoli (espongono con Chiancone, tra gli altri, Bresciani, Colucci, Cortiello, De Stefano, Girosi, Striccoli, Barisani, Gatto, Gelli, Rega, Venditti).

Nel 1957 Chiancone è presente alla Mostra Nazionale di Pittura di Frattamaggiore (riceve Medaglia d’oro e partecipa a varie edizioni) ed espone alla mostra “Gruppo dei Vomeresi” al Circolo Artistico di Napoli. Partecipa alla Mostra Porto di Napoli (presente a varie edizioni).

Nel 1959 espone al Premio Nazionale Isola d’Ischia (premio acquisto con l’opera Spiaggia ischitana, anni cinquanta, di proprietà del Banco di Napoli). Espone alla rassegna Sette Maestri della pittura napoletana alla Galleria S. Andrea di Milano ed è presente alla mostra “Disegni di 25 artisti italiani” (con Chiancone, tra gli altri, De Chirico, Fazzini, Marino, Saetti, Vagnetti, Villoresi, Striccoli, Monachesi) alla Galleria Minerva di Napoli. Nel 1960 partecipa alla Prima Mostra Internazionale d’Arte “Selezione Capri”, Palazzo Cerio, Capri. Espone alla Mostra di Pittura Napoletana Contemporanea con l’opera Ballerine in riposo, 1958/60, nella sede dell’Olivetti di Pozzuoli con, insieme a Chiancone, Capaldo, Ciardo, Lippi, Montarsolo, Nazzaro, Notte, Ricci, Spinosa, Starnone, Striccoli, Tamburini…

Nel 1961 Chiancone partecipa al Premio Forlì, per il disegno, e la giuria del Premio, composta da Biasion, Borgese, Cairola, Morselli e Seratini, gli assegna la Targa d’oro “Fondazione Garzanti”. Nello stesso anno è presente al Premio Nazionale Posillipo (partecipa a successive edizioni ed è più volte premiato) e al Concorso Premio Ko-I-Noor per il disegno di cui Chiancone vincerà il Primo Premio assoluto con Pulcinella all’osteria, china del 1961. Partecipa anche alla Mostra Nazionale d’Arte Figurativa ispirata al primo centenario dell’Unità d’Italia al Palazzo Reale di Caserta.

Nel 1962 partecipa alla Mostra Nazionale del Paesaggio Calabro; alla Mostra internazionale della tavoletta (Chiancone è insieme, fra gli italiani, tra gli altri, ad Arnoldi, Bernasconi, Biasion, Ciardo, Dalla Zorza, Marussig, Spizzico, Tamburi,Treccani, Veronesi) organizzata dalla Galleria La Cruna di Novara. Tiene una personale alla Galleria La Plaza a Lacco Ameno (Ischia). In collettiva Chiancone espone con Sciltian, Brancaccio e Striccoli, presentati in catalogo da Carlo Barbieri, alla galleria Michelangelo di Napoli.

Nel 1963 Chiancone espone alla Galleria Narciso di Torino, alla Galleria Spinetti di Firenze e alla galleria Marciano di Positano. Partecipa alla “Mostra concorso arti figurative IMPS” a Roma.

Nel 1964 partecipa al Premio Suzzara.

Nel 1965 partecipa alla XVI Mostra Nazionale Premio del Fiorino, tenuta al Palazzo Strozzi di Firenze, con le opere Ballerine e Figura, degli anni sessanta, oggi rispettivamente in collezioni private a Napoli e Battipaglia (Sa). Nello stesso anno Chiancone è presente alla XXIV Biennale Nazionale d’Arte Città di Milano, tenutasi al palazzo della Permanente, con i dipinti Fanciulla napoletana e Ballerine a riposo, degli anni sessanta, anch’esse in raccolte private napoletane. E’ presente alla I Rassegna d’Arte Figurativa del Mezzogiorno d’Italia, nella Cappella S. Barbara, in Castelnuovo a Napoli.

Nel 1966 Chiancone è designato, con Salvatore Quasimodo per la poesia e Alberto Lattuada per il cinema, “Artista del Mese” nelle manifestazioni di cultura promosse dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Amalfi. La rassegna, tenutasi nel mese di febbraio, fu presentata dal critico d’arte Piero Girace. Nello stesso anno è presente nelle Aste Brera, a 500 dipinti di Maestri Contemporanei e alla Galleria Giosi di Roma nella mostra Maestri della Pittura Napoletana Contemporanea.

Nel 1967 partecipa al Concorso di Pittura Palazzo delle Esposizioni Roma: “Come immaginate Voi Maria Luisa?” – Metropolis Film Roma, ispirato al film Destinazione marciapiede con Fernandel. Chiancone vince, ex-aequo con Alberto Sughi, il Primo Premio con l’opera Maria Luisa, 1967, per oltre trent’anni in collezione privata romana. Oggi il dipinto è collocato in importante collezione del novecento napoletano. Espone alla Galleria d’Arte Castellano di Salerno. È presente a Maestri Contemporanei, asta Brera, Galleria d’Arte di Milano.

Nel 1968 espone, alla Galleria Mediterranea di Napoli, il ciclo d’opere su Venezia e il paesaggio lagunare (Murano, Burano..).

Nel 1969 è presente alla mostra Panoramica dei Maestri della Pittura Napoletana

Contemporanea presso la Galleria “La vela” di Salerno e alla rassegna Aspetti della pittura napoletana, presentata da Arcangelo Izzo, presso il Centro d’Arte Moderna “L’Approdo” di Barra (Napoli).

Nel 1970 è presente al I Premio Nazionale di Pittura “Posillipo – Mauro Leone” con l’opera Ragazza con cappello rosso, 1969, con Chiancone, tra gli altri, espongono Alfano, Barisani, Berti, Bueno,Ciardo, Conti, De Stefano, Di Ruggiero, Enotrio, Ferroni, Girosi, Lezoche, Lippi, Montarsolo, Nazzaro, Notte, Pignatelli, Pisani, Plattner, Possenti, Ricci, Ruotolo, Spinosa, Waschimps. La rassegna si tenne nel Palazzo Reale di Napoli.

Nel 1971 Chiancone espone alla Galleria Diarcon di Milano (con, tra gli altri, Brancaccio, Notte, Striccoli, Vittorio, Verdecchia); è presente, al Centro d’Arte Mediterranea di Torre del Greco in Rassegna di Pittori Napoletani Contemporanei, con, tra gli altri, Crisconio,Viti, Capaldo, Ciardo, Cortiello. Partecipa nello stesso anno alla collettiva Brancaccio, Bresciani, Chiancone, Nazzaro, Notte, Striccoli presso il centro d’arte “L’Isolotto” di Napoli.

Nel 1973 partecipa alla Mostra di Pittori Contemporanei all’Accademia Pontano di Napoli.

Nel 1975 Chiancone espone, con successo, alla Galleria Diarcon di Milano con una personale presentata in catalogo da Carlo Munari. Tra i vari acquirenti, di sue opere, vi è il giornalista sportivo Gino Palumbo direttore della Gazzetta dello Sport. All’artista è consegnata una Targa d’argento dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano.

Nel 1979, alla presenza del sovrintendente Raffaello Causa, organizzata dalla Promotrice “Salvator Rosa”, viene presentata da Raffaele Mormone e Max Vajro la prima monografia su Alberto Chiancone (con testo di Carlo Munari) nei locali del Circolo della Stampa di Napoli.

Nel 1980 Chiancone è presente alla rassegna Napoli “Arte 80” alla Casina dei Fiori in Villa Comunale con l’opera Acquaiola, oggi in collezione privata napoletana con, tra gli alti, Valenzi, Spinosa, Lippi, Waschimps, Di Ruggiero, Starita, Mazzella, Panaro, Pirozzi, Perez, Ruotolo, De Siena. Nello stesso anno è presente alla collettiva inaugurale della nuova sede del Centro d’Arte Serio di Napoli che presentò nell’occasione, al Circolo Artistico, il volume sulla Linea Figurativa Napoletana (con la galleria Serio sarà presente, sin dai primi anni settanta, in diverse rassegne collettive tra cui la bella mostra Chiancone – Notte nel ‘79).

Nel 1982 è presente alla mostra Linea Figurativa Napoletana presso la Galleria Il Leone di Roma.

Nel 1983 espone alla Galleria Mediterranea di Napoli il ciclo Alberto Chiancone opere 1979/83, presentato, in catalogo, dalla moglie Adele Cilibrizzi. Tiene una personale anche alla galleria Old Art di Frattamaggiore.

Nel 1984 partecipa alla Mostra Mercato d’Arte Contemporanea al Maschio Angioino a Napoli.

Nel 1985 Chiancone è presente alla Expo Arte di Bari con una personale (esporrà anche nelle successive edizioni, fino al 1988, con personali o gruppi di opere). Espone, in collettiva, alla Galleria Nuova Vernice di Bari (con Brindisi, Bibbò, Gallo Maresca, Guerricchio e altri) dove, sin dagli anni sessanta, era presente nelle rassegne, del piccolo formato, curate dall’allora denominata galleria “La Vernice” di Bari. Nello stesso anno, in occasione dell’8° Concorso Nazionale “premio Città di S.Maria a Vico”, viene dedicato un “omaggio ad Alberto Chiancone” con un’antologia di opere dal 1967 al 1984 ed espone nel Chiostro della Basilica di Santa Chiara a Napoli (“Omaggio a Bruno Lucrezi”).

Nel 1986 espone nella mostra Chiancone Girosi Spinosa presso “Arte Contemporanea Studio” di Napoli (sarà presente a varie rassegne della galleria). E’ presente con il disegno Nel porto, 1958, alla Mostra Collettiva di Grafica Contemporanea (con opere, tra gli altri, di Capaldo, Gallo-Maresca, Girosi, Guttuso, Laurelli, Migneco, Notte, Verio) allo Studio d’Arte 43 di Napoli (Chiancone sarà presente in varie collettive organizzate dalla galleria).

Nel 1987 Chiancone espone alla Galleria Lauro di Napoli (già presente in precedenti mostre collettive) con Bresciani, Crisconio, De Stefano e Villani. Nello stesso anno è invitato a partecipare al X Premio del piccolo formato “G. De Nittis”, Barletta, dove vince il primo premio. Espone alla Galleria Serio con la mostra, a carattere antologico, Alberto Chiancone opere anni trenta anni ottanta presentato in catalogo da Giovanni Artieri.

Nel 1988 gli è attribuito il Premio “Megaris”(assegnato a personalità del mondo artistico e alla loro attività) in una manifestazione tenutasi al Teatro Bracco di Napoli. Partecipa alla mostra “Solidarietà ‘88” R.A.H.M.I. C. con il dipinto Fanciulla con cappellino bianco, degli anni ottanta, nella sede della Promotrice BB.AA. Salvator Rosa di Napoli. L’undici dicembre, dello stesso anno, Chiancone muore a Napoli dopo essere stato colto, improvvisamente, da un male incurabile alcuni mesi prima. L’artista che continuò a lavorare, quasi fino agli ultimi suoi giorni di vita, ci lascia, in oltre sessanta anni d’attività, un patrimonio di opere il cui linguaggio pittorico, dall’inconfondibile carattere e acuta modernità, riflette l’umanità e la signorilità che lo avevano contraddistinto anche nella sua figura di uomo.

fonte: www.albertochiancone.com

Una Maserati Ghibli è l’ammiraglia che tutti gli sposi desiderano per un matrimonio elegante e di gran stile. Asn Service Auto Sposi Napoli nella sua flotta ne annovera di colori diversi in modo da poter abbinare all’auto degli sposi, anche l’auto dei testimoni di nozze. Maserati Ghibli Blu per gli sposi In questo matrimonio meraviglioso [...]

L’articolo Maserati Ghibli blu e argento per sposi e testimoni di nozze sembra essere il primo su Auto Sposi Napoli.

© Nostromatrimonio 2010 | imaginepaolo Web Design | Thumbnail Screenshots by Thumbshots